Windsor a Londra

Senza nulla togliere agli altri monumenti, come la chiesa di St. John Baptyst e la bella Guildhall di Sir Christopher Wren, si viene in questa cittadina sulla riva destra del Tamigí per vedere il castello reale, il cui aspetto odierno è in gran parte frutto dei restauri neogotici voluti da Giorgio IV. II catastrofico incendio del 1992 ha reso indispensabile il restauro di numerose sale, in parte finanziato dai proventi dell'apertura al pubblico di Buckingham Palace.

Come arrivarci. Dista mi 30-Km 48. In auto: uscire da Londra e imboccare l'autostrada M4, uscita Windsor. In treno: da Londra Waterloo, fermata Windsor. In autobus da Vittoria Station, fermata Windsor.
Visita del castello. Da marzo a ottobre, ore 10-16; da novembre a febbraio, ore 10-I5. Chiuso il 10 aprile, I5 giugno, 25 e 26 dicembre. É concessa la visita nelle seguenti aree: Precincts, Queen Mary's Dolls' House, State Apartments, St. George's Chapel (chiusa la domenica) e Albert Memoria Chapel. Cambio
della guardia: tutte le mattine alle 10.30. In inverno si svolge fra Salisbury Tower e Garter Tower, in estate su Castle Hill.
 
Castello
I massicci torrioni della fortezza si innalzano su uno sperone calcareo che domina il Tamigi, già  orvegliato da una postazione sassone.
Nel 1165 Enrico Il fece erigere il primo nucleo del castello moderno, più volte rimanipolato ma conservatosi nella pianta abbastanza simile all'impianto originario. Vi si entra attraverso la Henry VIII's Gateway, decorata dalla rosa dei Tudor e dal melograno simbolo della casa d'Aragona, cui apparteneva la prima moglie di Enrico VIII, accedendo nel Lower Word, il grande cortile ottenuto tra le mura e la St. George's Chapel, uno tra i più importanti esempi del gotico perpendicolare inglese.
Caratteristica di tale stile è la grande polifora in facciata, il cui corpo centrale è inquadrato da due torrette poligonali. L'interno è a tre navate, con pilastri polistili le cui strutture si aprono nella volta a ventaglio del soffitto. Lungo le pareti laterali si schierano diverse tombe, tra le quali spiccano quella del principe imperiale, figlio di Napoleone III, e i sepolcri di Giorgio V e della regina Maria, cui segue la Urswick Chantry con lo scenografico monumento funebre della principessa Carlotta, unica figlia di Giorgio IV; nella navatella a sinistra del coro riposano invece Giorgio V e Giorgio VI.
Il bellissimo coro, chiuso da un recinto neogotico, contiene tre file di stalli intagliati con gli stemmi e le bandiere dei cavalieri dell'Ordine della giarrettiera, la cui sede è a Windsor dal 1348: la spada del suo fondatore Edoardo III appoggia su un pilastro nella navatella a destra del coro. Il retrostante deambulatorio conserva le porte in ferro battuto della scomparsa cappella di Enrico III.
Uscendo, vale la pena di alzare lo sguardo verso la poderosa Round Tower d'epoca normanna, prima di incamminarsi in direzione della panoramica North Terrace, che dà entrata agli State Apartments. Utilizzati per le cerimonie di Stato e arricchiti da una superba collezione d'opere d'arte. Prima di entrarvi vale la pena di osservare, in una sala a sinistra dell'ingresso, la deliziosa Queen Mary's Dolls' House, la casa delle bambole della futura moglie di Giorgio V, cui svolsero tra il 1922 e il 1923 circa 1500 artisti e artigiani.
Un'altra sala ospita la Exhibition of Drawings, dove viene esposta a rotazione una selezione di disegni e stampe dalla ricca collezione reale, contenente lavori di Leonardo da Vinci, Raffaello, Michelangelo, Canaletto, Holbein il Giovane. Salendo il Grand Staircase si entra nel Grand Vestibule, dove sono presentati trofei militari e ricordi napoleonici; l'ampia Waterloo Chamber, del 1830, custodisce i ritratti di coloro che più cooperarono alla caduta di Napoleone. Sulla sinistra si apre la Carter Throne Room, con ritratti di sovrani nelle vesti di cavalieri della giarrettiera; nella Grand Reception Room si osservano invece preziosi arazzi tardo-settecenteschi di Gobelins. Si passa nella vasta St. George's Hall, una tra le sale più rovinate dall'incendio del 1992, usata per le cerimonie dell'Ordine della giarrettiera: alle pareti e sul soffitto sono gli stemmi dei cavalieri dell'Ordine dal 1348 a oggi, e inoltre ritratti di monarchi inglesi a firma di Van Dyck e Kneller. Seguono i grandi saloni di rappresentanza: la Queen's Presente Chamber e la Queen's Audience Chamber, entrambe con soffitti affrescati da Antonio Verrio e arazzi Gobelins alle pareti.
Nella Queen's Ball Room hanno trovato posto altri ritratti di Van Dyck, la Queen's Drawing Room conserva alcune opere di Hans Holbein il Giovane e un ritratto di Elisabetta I quando era ancora principessa; nel King's Closet, dieci vedute di Venezia del Canaletto accostano ritratti di Reynolds, Ramsay e Gainsborough, che lasciano spazio nella successiva Kings Dressing Room a importanti lavori di Holbein il Giovane, Memling, Andrea del Sarto, Rubens, Van Dyck e Rem­brandt. A destra della King's Drawing Room, con tele di Rubens e Van Dyck, la King's Dining Room conserva un bel soffitto affrescato dal Verrio e preziosi pannelli in legno incisi dallo specialista olandese Grinling Gibbons.

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